Ricette e idee di menu per la cena di Natale…la tradizione del Natale in Ciociaria

Per il menù della Vigilia di Natale vi servono spunti ed idee? Vi presentiamo una proposta che mescola tradizione, facilità e gusto sfizioso. E’ stata realizzata con la collaborazione dello chef dell’Ambasciatori Place Hotel. Clicca su ogni piatto per scoprire come si prepara. Dopo il menu vi raccontiamo la tradizione del Natale in Ciociaria…scriveteci le vostre tradizioni!

MENU CENONE DI NATALE

ANTIPASTO
Frittelle di calamari e zucchine
oppure
Crostini con il salmone al profumo di lime
oppure
Tartine con mousse di salmone 

PRIMI
Riso al curry e gamberi
oppure
Tonnarelli con astice scampi e pachino

SECONDO E CONTORNO
Ricciola con pomodorini, olive, vino bianco e profumo di limone
oppure
Filetto di rombo chiodato con olive di Gaeta
Patate moneta

DOLCE
Fazzoletti di sfoglia con crema chantilly e frutti bosco
oppure
Tortino al cioccolato con cuore caldo e morbido

LA TRADIZIONE DEL NATALE CIOCIARO
In Ciociaria il Natale è una cosa seria, il “per tradizione” è eletto a massima autorità per periodo natalizio e nessuno riuscirà mai a spodestarlo.
Per tradizione noi ciociari facciamo albero e presepe, sennò che Natale è?Si passa da addobbi chic e minimal, a quelli volutamente alternativi, fino al trionfo del kitsch… incarnato al meglio nei boa pelosi rossi e oro…apparizioni capaci di dare vita a vere e proprie installazione artistiche, creazioni capaci di destabilizzare e lasciare di stucco qualsiasi essere umano dotato di gusto. Ma il ciociaro no, il ciociaro comprende profondamente l’idea estetica che corre lungo i peli dei boa natalizi.
Per tradizione noi ciociari reagiamo con nostalgica allegria al suono acuto e fastidioso degli zampognari. Uomini che nel nuovo millennio non provano alcun imbarazzo ad indossare ciocie, giubbini di pecora e cappello da contadino e accettano di buon grado di “spolmonarsi” per le vie del paesello suonando musiche della tradizione (appunto) natalizia.
Per tradizione proviamo gusto a commentare con stupore le luminarie dei nostri paesi, anche se sono le stesse da anni, e può accadere che di anno in anno il nostro gusto sulle medesime subisca variazioni umorali (legate alla congiuntura economica, alla posizione nel letto al momento della sveglia del mattino e anche agli ormoni, fenomeno quest’ultimo che colpisce soprattutto le ciociare).
Per tradizione molti di noi fanno regali e persino un po’ di carità, per quel bizzarro sentimento di buonismo che a Natale si impossessa di noi.
Per tradizione a Natale il ciociaro si reca a messa, poco importa se per il resto dell’anno crede che un Dio che si fa uomo sia una favoletta per bambini. Naturalmente, per tradizione giochiamo a tombola, spesso usiamo fagioli o bucce di mandarino per coprire le caselline delle cartelle, l’eventualità di comprare una tombola al passo con i tempi è pura fantascienza. Il ciociaro natalizio, poi, per tradizione deve fare la battuta idiota dell’ambo al primo numero tirato o della tombola fasulla. Ma il “per tradizione” ciociaro a Natale trova la sua massima espressione in cucina, nei menu delle feste.
 Il 24 dicembre la casa del ciociario medio si riempie di parenti. Le donne (soprattutto quelle appartenenti a una fascia di età che va dai 50 agli 80 anni) si ritrovano in cucina per dare vita al cenone che delizierà la famiglia. Come “antipastino” il ciociario a Natale ama le frittelle, massima espressione della frittura pastellata. Siamo in grado di trasformare qualunque cosa in frittella: broccoli, cime, baccalà, alici, mele…palline di natale e pecore del presepe…tutto diventa frittella e tutto è gustoso e fragrante. La cena prosegue con un primo di pesce. Essendo gente di montagna sul pesce siamo meno fantasiosi, si va dal basic pasta e tonno, passando per il classico spaghetto alle vongole, fino al più elaborato linguine con gli scampi. Per secondo un must in molte case ciociare è la fritturina di pesce, ma anche il baccalà la fa da padrone. Infine, per il dolce, sulla tavola ciociara non può mancare il panpepato!

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