Ad Anagni…La Cappella Sistina del Medioevo

Vedere posti nuovi e cose interessanti per lavoro è una vera fortuna. Non capita di frequente e soprattutto non a molti. Io che mi barcameno tra lavori diversi, ogni tanto, ho avuto la ventura di visitare posti straordinari che si sono rivelati vere e proprie esperienze. In Ciociaria, senza dubbio, tra le sorprese più belle che mi siano capitate c’è Anagni.

Non che non fossi mai stata nella città dei Papi, che apprezzo molto e vi invito a fare un giro, perché vale davvero la pena, ma in tutti questi anni, nelle varie visite, non avevo mai avuto modo di ammirare il suo tesoro più prezioso.

Una domenica mattina di qualche anno fa sbarco ad Anagni insieme alla mia amica Lucia, con l’umore cupo, perché costretta a svegliarmi al mattino presto, nel giorno della settimana che anche il buon Dio ha riservato al riposo, e oltretutto per una questione di lavoro. L’unica cosa in grado di tenerci lucide è che avremmo potuto finalmente accedere alla famosa cripta della cattedrale…era parte del lavoro e non ci si tira indietro di fronte al dovere.
A metà mattinata varchiamo la soglia dell’imponente edificio sacro. Alcune scale in fondo alla navata conducono a uno scrigno segreto.  Scendiamo alcuni gradini e si apre sulle nostre teste uno spettacolo di colori e luci.

anagni_cripta

In un  colpo comprendo perché il cardinale Gianfranco Ravasi, biblista e teologo di fama mondiale, abbia definito tale capolavoro una “piccola Sistina sotterranea”. La cripta custodisce uno dei cicli pittorici più belli che l’età medievale ci abbia lasciato. La ricchezza del pavimento cosmatesco (1226-1231), le ventuno volte, gli archi e le pareti completamente ricoperti di pitture, tutto contribuisce a dare la percezione di essere entrati in un vero e proprio tesoro.
Con il naso in su lascio che il mio sguardo si perda dentro le scene degli affreschi.

Realizzati tra il 1104 e il 1230, sono il risultato di tre stili diversi, legati ad altrettanti anonimi Maestri che vi hanno lavorato. Si scorgono rappresentazioni dell’Antico e Nuovo Testamento, come la storia dell’Arca dell’Alleanza e dell’Apocalisse, cicli agiografici di san Magno e di altri martiri… ma ad attirare la mia attenzione è un raro ciclo “scientifico-astronomico” sulla creazione del mondo e dell’uomo. E’ strano costatare che al posto delle tradizionali raffigurazioni ispirate ai racconti della Genesi, troviamo dipinti “scientifici”, che sembrano tratti da manoscritti astrologici miniati medievali. In effetti, scopro di trovarmi davanti a un unicum. Non ci sono affreschi del genere in altri luoghi religiosi.

l-uomo-al-centro-delAl centro della prima volta, è dipinta la nascita dell’universo ed è chiaramente riconoscibile la ruota dei segni dello zodiaco.
La seconda volta, perfettamente conservata, presenta la nascita dell’uomo, dipinto nudo e a figura intera E circondato da quattro sezioni, di diverso colore. Questo quadro prende ispirazione dalla teoria dei quattro elementi che si delinea a partire dal II o III secolo. La bile nera, il flegma, la bile gialla ed il sangue sono i quattro elementi del corpo; a questi umori corrispondono gli elementi del cosmo – acqua, aria, terra, fuoco-, le quattro età dell’uomo -infanzia, adolescenza, maturità e vecchiaia – e le stagioni.
Sulla parete, oltre alla rappresentazione dei due barbuti medici Ippocrate e Galeno, ai quali gli antichi attribuivano la primitiva formulazione della “teoria dei quattro elementi”, abbiamo l’illustrazione dell’equilibrio degli elementi del cosmo secondo un preciso schema numerico.

L’orizzonte di tutto è sempre teologico, ogni cosa è conformata a un definito ordine spirituale. I tre cicli: quello cosiddetto scientifico, quello veterotestamentario e quello dell’Apocalisse rispondono alla suddivisione della storia dell’uomo fatta da Sant’Agostino: Ante legem, sub lege, sub gratia ( la prima è collocata dopo la caduta fino a Mosè e si chiama stato della legge di natura; la seconda da Mosè a nostro Signore ed è lo stato della legge scritta;l’ultima da nostro Signore fino a noi, è lo stato di grazia che durerà fino alla fine dei tempi).

Nella cripta di Anagni scienza e fede si fondono in armonia. Assolutamente da visitare.

Info: Cattedrale di Anagni

5 Commenti

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *