MONASTERO DI SANTA SCOLASTICA: NELLA CULLA DELLA STAMPA ITALIANA

Il monastero di Santa Scolastica è il più antico monastero benedettino d’Italia e del mondo, è l’unica delle tredici comunità fondate da San Benedetto che sia arrivata fino a noi. Un perla preziosa assolutamente da scoprire.

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Il luogo, come appare oggi, è il risultato di molte stratificazioni e molti stili che si sono sovrapposti alla fondazione originale. All’interno delle mura troverete: la chiesa, ricostruita in stile neoclassico nel 1769; il campanile romanico; i tre meravigliosi chiostri, Rinascimentale, Gotico, Cosmatesco; e la vera ricchezza di Santa Scolastica (almeno secondo me), la biblioteca.
Il chiostro è uno dei luoghi più importanti di un monastero, in esso il  monaco medita e fa lettura della parola di Dio.

0Tra i tre, il mio preferito è quello gotico. Risale alla fine del XIII e gli inizi del XIV secolo e introduce alla parte più antica del monastero. Attraversando un grande arco entrerete nel giardino. Al centro c’è un pozzo con ai lati due colonne provenienti dalla villa di Nerone.
Provate a passeggiare intorno al perimetro, potrete respirare la spiritualità concentrata in questo spazio magico. Mentre camminate, prestate attenzione alle colonne e ai capitelli, potrete notare diverse decorazioni e una colonna che si distingue dalle altre.
I vari ornamenti floreali rappresentano nella loro varietà la ricchezza di quella che viene chiamata la foresta cosmica. In questo senso il chiostro ha un significato simbolico: è l’Eden da cui proveniamo e il Paradiso verso cui siamo in cammino.

miniature 9bibliotecaDopbiblioteca santa scolasticao la chiesa, il luogo più sacro di un monastero benedettino è la biblioteca.
Premetto che sono irresistibilmente attratta da tutto ciò che è libro…se poi è antico, vengo letteralmente risucchiata in un mondo nostalgico e poetico fatto di pagine ingiallite, polvere leggera, atmosfera carica di elettricità che solo la cultura sa dare.
La biblioteca di Santa Scolastica ha il fascino di un luogo misterioso mai esplorato.
Alla fine del 1100 qui giunsero miniatori di grande fama da monasteri italiani e stranieri
Nello Scriptorium di Subiaco sono stati trascritti migliaia e migliaia di manoscritti con una scrittura gotica rotondeggiante. Io ho avuto la fortuna di vederne alcuni da vicino, non ho parole per descrivere la meraviglia e la raffinatezza di un’arte così antica. Le miniature sono veri quadri imprigionati nella pagina, figure e testo si intrecciano richiamandosi a vicenda. Non bisogna lasciarsi ingannare dalla staticità delle miniature, occorre saperle animare. Rimanete in silenzio e osservatele attentamente: attraverso di esse risuonano le voci e la musica di liturgie, di riti solenni, di un secolo straordinariamente ricco e complesso.
A Santa Scolastica si conservano alcuni fra i testi più antichi e più preziosi, ma il monastero è importante perché può essere considerato la culla della stampa del nostro Paese.
Nel 1465, infatti, fu fondata la prima tipografia italiana con stampa a caratteri mobili, con il metodo inventato da Gutemberg. A realizzare l’opera, due stampatori di Magonza, i chierici A. Pannartz e C. Sweynheym. Il 29 ottobre dello stesso anno nacque il primo libro stampato in Italia, in uno stile tipografico detto “stile Subiaco”.
Molti altri libri furono stampati da allora.
Oggi la biblioteca è “Biblioteca Statale” annessa al Monumento Nazionale di Santa Scolastica e contiene 100.000 volumi, 3780 pergamene, 15.000 documenti cartacei dal 1500 in poi, 440 codici manoscritti e 213 incunaboli, di cui 3 stampati a Subiaco, un Lattanzio e due De civitate Dei. Dal 1996 ospita il famoso “Archivio Colonna”, che l’ha arricchita e le ha dato ulteriore prestigio.

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