UNA PASSEGGIATA TRA LE MURA MEGALITICHE DI ALATRI

Le sue origini si perdono nella notte dei tempi. Si dice sia nata da un raggio di sole e che la sua costruzione rispecchi la costellazione dei Gemelli. Definita dalla tradizione come la città dei Ciclopi, si pensa che sia stata edificata da un popolo di giganti, legato in qualche modo al dio Saturno. Alatri è un paese dagli albori misteriosi e confusi con il mito, ma di certo custodisce un’ Acropoli tra le più suggestive del Lazio.

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Il paese conserva mura megalitiche ancora perfettamente conservate. Ha una delle più imponenti cinta murarie di epoca preromana che circonda completamente il perimetro dell’Acropoli. Ad essa vi si accede attraverso due porte: la Porta Maggiore e la Porta Minore.
La magnificenza della Porta Maggiore vi conquisterà, ha un architrave ciclopica di oltre 5 metri di lunghezza . Da qui avete due possibilità: salire le scale, attraversare la porta e accedere alla civita, oppure proseguire la passeggiata da fuori per ammirare ancora le mura. Continuando a camminare sul lato sud orientale troverete  un’ incredibile parete megalitica – il Pizzo Pizzale – che sfiora i 17 metri.
Percorrendo il perimetro dell’Acropoli, sul lato nord-ovest, incontrerete la porta Minore (o Porta dei Falli) dove sono scolpiti tre falli come simbolo di fecondità. Al di sotto alcune lettere (DVT) ormai quasi svanite che gli esperti collegano alla lingua osca e che contenevano forse parole propiziatorie legate alle divinazioni degli auruspici o l’indicazione che tale luogo era deputato ai culti della fertilità …..ma sono solo supposizioni. La Porta Minore conduce in un piccolo corridoio ascendente, coperto con monoliti in progressivo aggetto: un sistema di copertura che trova riscontro solo nell’interno della piramide di Menfi. Negli equinozi il corridoio viene attraversato interamente dal Sole che arriva ad illuminare via Gregoriana, un chiaro simbolo di fertilità
Di fronte alle antichissime mura di Alatri rimarrete senza fiato e vi chiederete come sia stato possibile costruire un’opera di tale portata con i mezzi dell’epoca.
Soltanto l’Acropoli vale la visita in questo paese, che comunque ha molti altri tesori artistici.
Recenti studi hanno collegato il nome di Alatri a quello di un’antica città mesopotamica dell’antico regno di Mari.
mura2Durante il ritrovamento di 20.000 tavolette presso Tell Hariri in Siria, negli scavi del palazzo reale di Zimri-Lim del potente stato Mari, la traduzione di una tavoletta rivela una lettera inviata dal re del Regno di Mari al figlio per informarlo dell’ottimo stato delle poderose fortificazioni di Alatri. Da questa informazione gli studiosi fanno derivare l’ipotesi che una città con il nome di Alatri esistesse già in terra Mesopotamica e che popolazioni originarie di questa città possano poi essersi spostate in varie tappe fino a giungere tra i monti della Ciociaria e costruirvi un’ acropoli simile a quella da cui erano partiti.
Preferiamo lasciare agli addetti ai lavori il compito di decifrare le origini di Alatri, per farci affascinare dal mistero e del fascino di questo paese. Consigliamo di arrivare in questa cittadina la mattina del 21 giugno, quando sull’Acropoli è facile incontrare appassionati e amanti di Alatri che si recano a vedere l’alba e lo spuntare del primo raggio di sole, per tornare indietro nel tempo, a quella mattina in cui Alatri ha visto i natali.

Per dormire come sempre Hotel Ambasciatori di Fiuggi.

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